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Convegno "LA PROFESSIONE di COUNSELOR: IDENTITà e CONFINI" - Sala delle Conferenze di PALAZZO MARINI Roma, 6 ottobre 2010 Il Counselor, maestro nell'Arte di Vivere di Bruno Bonvecchi
Relazione
Se è vero che l'essere umano è il frutto ed il risultato di una continua evoluzione di una forma di vita in questo nostro Universo, io penso che egli esiste realmente solo nella misura in cui si evolve durante la "sue di vita.
Nel processo evolutivo attuale sta emergendo la dimensione spirituale ed artistica dell'uomo, che consiste nella sua capacità di diventare Persona ed Artista della sua vita. E' persona chi riesce ad assumere una identità autonoma, libera e responsabile dandosi costantemente un'etica. E' artista chi trasformai traumi ed i ricordi dolorosi di un passato anche lontano nel tempo in qualcosa di nuovo, di vitale e di bello. E' artista chi non si lamentasela vita lo mette a dura prova da adulto, ma ne fa occasione per un'ulteriore bellezza trasformativa.
Nella formazione dei nostri Counselors facciamo riferimento in particolare a tre grandi maestri ed esperti dell'animo umano.
Viktor von Weizsacker: questo studioso, con la teoria dell'ANTROPOLOGIA RELAZIONALE e della PATOSOFIA, ci ricorda che la vera relazione tra le persone è un traguardo molto difficile da raggiungere. Tale traguardo comporta sempre che ognuna delle parti in dialogo rinunci a qualcosa di sé per far posto all'altro ed accoglierlo. Avvalendosi dei suoi studi nel campo della medicina, della biologia, della neurofisiologia, egli offre alla nostra riflessione una originale chiave di lettura per l'interpretazione del "fenomeno vivente»: l'essere umano appunto. Si tratta di un'antropologia in fieri, che non considera più il soggetto come un semplice oggetto di indagine medico-filosofico-scientifica, ma ne comprende il DIVENIRE e ne ricerca l'origine prendendo le mosse dal patico. Per questo pensatore è patico tutto ciò che attiene alla autoesperienza del dolore, tutto ciò che aiuta a penetrarne il senso sollecitando ad aprirsi alla intersoggettività nella relazione. "Noi non siamo ENTI ma MOV-ENTI, FLU-ENTI, DIVENI-ENTI, e solo allora siamo VIVENTI»: è una affermazione significativa che risale all'annos926.
Ludwig Binswanger: In un dialogo con S. Freud nel 1927 affermò: "La persona si trasforma quando si fa guidare dalla scintilla spirituale, ovvero dalla decisione oltre che dalla consapevolezza». Il primo commento di Freud a tale enunciazione fu: "Già, lo spirito è tutto». Binswanger creò l'Antropoanalisi, ovvero l'analisi delle modalità dell'esser-ci, della presenza reale e realizzata in ogni momento dell'esistenza individuale.
Antonio Mercurio: E' partito dalla Psicoterapia Analitica, fondando a Roma nel 1970 la prima Scuola di Formazione psicoterapeutica, per passare alla Psicoterapia Analitica Esistenziale con la teorizzazione della "Antropologia Esistenziale e Metapsicologia Personalistica". Grazie a quest'ultima diede una definizione storica di Persona che, a mio parere, ancora oggi costituisce un punto di riferimento importante per chi si interessa della fenomenologia dell'essere umano. In seguito la sua psicoterapia analitica esistenziale si è evoluta in Sophianalisi, ovvero analisi non più della psiche ma analisi della saggezza presente in qualsiasi fase dell'evoluzione umana, così come nella vita di ogni singolo individuo. Successivamente ha approfondito la Antropologia Personalistica Esistenziale creando due distinte metodologie:
a) la Sophia-Art, ovvero l'arte di unificare gli opposti e le parti scisse al nostro interno come amore e odio, creatività e distruttività, bellezza e bruttezza.
b) La Cosmo-art invece è sia un Movimento artistico che una metodologia; prende le mosse da una originale e nuovissima lettura del mito di Ulisse, visto come metafora dell'esistenza umana a partire dalla vita prenatale per tentare di dare una risposta evolutiva ed artistica all'esistenza ed alla funzione del dolore umano. La Sophia-Art e la Cosmo-Art sono due campi di indagine e di riflessione nei quali si sperimentano gli aspiranti Counselors della nostra Associazione.
Recentemente Antonio Mercurio ha tentato di proporre una fusione tra il suo pensiero ed il pensiero positivo della Counselor Metafisica americana Louise Hay. In tale circostanza ha ricordato che l'essere umano esiste se è in continuo divenire come persona, cioè se si evolve verso una identità ogni volta superiore. E ciò ha iniziato a farlo proprio con il suo pensiero, riconoscendo ed aggiungendo ad esso tutta la ricchezza di quello di Louise Hay. Scrive Mercurio: "Un essere umano che è ma non diviene, cioè che non cambia mai e non si trasforma mai perché resta fissato rigidamente nei suoi vecchi schemi mentali con cui è nato e nei suoi vecchi comportamenti con i quali si è sempre identificato, anche se crede di essere un vivente è un'ombra ma non è un vivente» (Dal sesto teorema di A. Mercurio: Teoremi e Assiomi della Cosmo-Art, 2004).
Come si vele il Counseling Antropologico Esistenziale considerai singoli individui secondo un approccio globale ed olistico, centrandosi soprattutto sulla loro dimensione spirituale ed artistica, nelle quali risiedono la progettualità, la libertà e la decisionalità responsabile.
Il Counselor Antropologo Esistenziale è una PERSONA che fa diretta esperienza di tutto ciò che ho esposto prima nell'ambito del proprio percorso formativo. Ne acquisisce specifica competenza, impara per gradi a re.,1;77.,re un agire saggio applicandolo al suo divenire esistenziale per poterlo poi trasmettere ad altri. Ciò farà emergere sempre più la bellezza della vita propria ed altrui con la scoperta di nuove vie per trasformare il disagio, per comporrei conflitti, per rimuovere gli ostacoli come occasioni preziose per una crescita evolutiva ed una salutare trasformazione. Il Counselor non opera sui disturbi del comportamento e sulle patologie di ogni genere, non agisce per il cambiamento strutturale della personalità o in tutte quelle situazioni disturbate che sono invece di specifica competenza di altre professioni. E' fondamentale che non si consideri né un salvatore né un guaritore di chicchessia.
I CAMPI e gli STRUMENTI di intervento del counseling antropologico sono: Counseling individuale, Group Counseling, School counseling, Counseling per la coppia, per la famiglia, per le problematiche del lavoro, ed altro ancora. Il nostro Counselor ha costantemente presente che le crisi, gli ostacoli, i conflitti ed il malessere sono segnali e stimoli che la Vita invia per aiutare a decidere di fare le trasformazioni necessarie al divenire Persone sempre più libere e creative, persone che sono alla ricerca di un "più essere». E' importante vivere per sperimentare la gioia del vivere oltre che per il piacere di vivere. La gioia di vivere passa attraverso l'acquisizione e l'accettazione del dolore come fonte di energia utile alla re.,1;77.7ione del proprio compito e del proprio originale progetto esistenziale.
L'Antropologia Personalistica Esistenziale considera il Counselors come un professionista ed una guida esperti "nell'arte di vivere». E' un'arte che fa riferimento alle Leggi della vita che sono inscritte nella saggezza profonda dell'essere umano così come nella saggezza dei popoli. E' un'arte frutto del saper fluire con la vita lavorando sulla consapevolezza, sulla libertà responsabile, sulla conoscenza di sé e del proprio progetto esistenziale. E' un'arte che induce a rinunciare a concepirsi interamente vittime di eventi e di situazioni per far recuperare risorse sconosciute e potenziali creativi inespressi. E' un'arte che allena ad un agire finalizzato a creare Bellezza nella propria vita e nella vita di chi vive accanto ad ognuno noi. A chi si lamenta spesso del proprio partner si può, per esempio, consigliare e poi chiedere:"Fermati e rifletti. E' maggiore il male che ti viene dall'altro o quello che tu fai a te stesso?"
"Diciamo Artista della propria vita e della vita dell'universo colui che è capace di fare della sua vita un'opera d'arte e colui che, insieme con altri, lavora per trasformare un gruppo di persone estranee tra loro in un unico organismo vivente capace di creare verità e bellezza, seguendo le leggi della vita: perdonarsi e perdonare, ad esempio, è una legge della vita ...." Così scrive Antonio. Mercurio nell' Invito all'Antropologia Personalistica Esistenziale, ed io aggiungo che perdonare non significa accondiscendere e giustificare!
"Affermo che come Ulisse ha vinto i suoi mostri e i suoi veleni così anch'io posso arrivare a vincere i miei mostri interni e i miei veleni e fare della mia vita un'opera d'arte che sia fusione di verità, amore, libertà e bellezza, senza però pretendere che questo avvenga dall'oggi al domani"(A. M.) - Bruno Bonvecchi
Bibliografia: Mercurio A., Antropologia Esistenziale e Metapsicologia Personalistica. S.U.R., Roma 1991 - Binswanger L., Essere nel mondo. Astrolabio, Roma 1973 - Mercurio A., Ciapini O. e Bonvecchi B., La fusione del pensiero diA. Mercurio con il pensiero di Louise Hay aiuta a creare la Bellezza della Vita. Ipae sur, Cosenza 2010 - Mercurio A., Ipotesi su Ulisse. SUR„ Ciampino 2008
IL COUNSELING PER UNA NUOVA IDENTITA' FEMMINILE di Ombretto Ciapini
Ritengo che il ruolo della donna nel Counseling sia molto importante per le sue doti di ascolto, di sensibilità, per quella cultura dei sentimenti che ancora le appartiene. Un campo in cui dà ottimi frutti è quello del group counseling con donne.
Si parla molto della loro emancipazione ma gli schemi mentali, sociali e culturali della Regione nella quale io attualmente abito ed opero prevalentemente, la Calabria, non le aiuta ad acquisire quel tanto di autostima che permetta loro di considerarsi persone degne di rispetto, persone che, a loro volta, hanno imparato a rispettare altri, in particolar modo gli uomini. E non credo che la situazione sia molto diversa in altri luoghi; a Roma, dove ho pure lavorato e lavoro con le donne, le manifestazioni della loro mancanza di autostima, anche se meno eclatante nei modi di vita, è altrettanto presente. Le mie modalità di rapportarmi con le donne si inseriscono nella metodologia del Counseling antropologico esistenziale. Io faccio dono a tutte le donne che mi chiedono un sostegno di tutto quello che ho imparato nel trasformare artisticamente le mie prove dolorose a livello esistenziale affinché anch'esse diventino artiste della loro vita. Non ritengo che chi si rivolge ai nostri counselors chieda solo un aiuto per uscire da momenti difficili.
Questo non basta, io ho sperimentato che sono necessari spazi più ampi e trasformativi.
Secondo L Benoist (1) i miti antichi rappresentano il sogno collettivo dell'umanità, sono sogni universali così come il sogno dei singoli è un mito individuale. Ora I miti antichi insegnano che gli dei greci si nutrivano di nettare e di ambrosia e il professor Antonio Mercurio, nell'ambito della Antropologia Personalistica Esistenziale da lui creata ed entro la quale si situano il pensiero della Sophia-Art ed il Movimento della Cosmo-Art, pensa che noi esseri umani viviamo oggi un travaglio di nascita e di dolore planetario. Per questo noi abbiamo bisogno di nutrirci di bellezza più di ogni altra cosa (2). E' la bellezza artistica che possiamo creare con le nostre mani, individualmente e coralmente, nelle nostre esistenze. Gli spazi più ampi che il nostro Counselor offre a chi gli si rivolge sono la comunicazione profonda di una possibile risposta, già sperimentata a livello personale, ai problemi che gli vengono posti.
La risposta potrebbe suonare così:
Non sprecare nulla, ogni cosa che ti accade è un'occasione preziosa per cambiare, per crescere, per creare novità e luce nella tua vita ed in quella di coloro che ti stanno attorno. La decisione di amore verso te stesso e verso gli altri, è uno dei compiti più importanti che noi abbiamo sul pianeta terra. Cosa vuoi fare della tua vita, creare bellezza o bruttezza? Vuoi recuperare la bellezza perduta, quella che la vita ti ha dato alla nascita, nell'infanzia e anche dopo ed estrarre da questo male libertà e verità?
Ho sperimentato tutto questo tanti anni fa quando, dopo aver vissuto e superato una ennesima ferita dolorosa alla mia integrità fisica ed alla mia immagine corporea, ferita frequente e purtroppo largamente diffusa tra le donne oggi, mi sono trovata ad interrogarmi sulla identità fpnnninile di me donna che si apprestava a varcare la soglia del terzo millennio.
L'operazione subita faceva seguito ad un periodo di grande attività creativa, per effetto del quale ero riuscita a realizzare con altre donne un lavoro teatrale di grande impatto emotivo "Ritratto di Penelope", presentato al Congresso Itinerante nel mar Mediterraneo della Sophia University of Rome nel 1998 (3) e poi andato in scena con successo nello storico teatro Rendano di Cosenza nell'anno 1999. Esso era rappresentazione e sintesi dei vissuti, della creatività personale e corale di un anno di elaborazione da me guidato sul mito di Penelope, rivissuto alla luce di una mia chiave di lettura sophiartistica del film di Jane Campion, "Ritratto di Signora» (4).
Perché il mito di Penelope e perché l'Odissea di Omero? Non tragga in inganno la scelta di una siffatta immagine fPrrini+nile. Nell'iconografia classica, Penelope rappresenta un fPnwninile ricordato quasi esclusivamente per la lunga, paziente e fedele attesa del ritorno di un uomo, Ulisse, che è assente da venti anni. Anche io non avevo mai molto amato Penelope, pensavo a lei come ad una donna che attendeva troppo passivamente e pazientemente il ritorno del marito. Mi sentivo estranea al suo tessere in silenzio, e per anni in compagnia di ancelle fedeli, un telo bianco nella parte intima e segreta delle sue stanze. La mia vita ed il suo ritmo erano così lontani dal movimento incessante di quel telaio, da quel continuo fare e disfare la tela per attendere il ritorno di Ulisse! La ferita alla mia integrità fisica mi ha riportato ad altre ferite del passato, ferite del corpo e dell'anima, e ha trasformato radicalmente la mia lettura dell'attesa di un ritorno.
Ho immaginato che quella di Penelope fosse metafora dell'attesa di un ritorno di ben altro spessore e significato: il ritorno alla bellezza perduta della vita, il ritorno alla sua pienezza con una bellezza nuova da creare.
Questo ho suggerito a me stessa e questo ho proposto ad altre donne.
La riflessione profonda su tutto il travaglio che noi donne avevamo vissuto per creare un'opera per il Congresso e poi per la rappresentazione in teatro, il dolore per il trauma personale seguito a quell'evento, un intervento al seno per un cancro, mi hanno fatto comprendere quali ferite dimenticate ogni donna porta al proprio interno, ferite che ostacolano la rP.1+77.7ione della propria identità evolutiva e della propria creatività. Mi hanno fatto capire che cosa andava cambiato, in me ed in altre donne, per sviluppare una identità più matura e consapevole, un'autentica spiritualità femminile intesa come libera decisione, un più grande amore per la vita ed un maggior rispetto per il proprio valore.
Ho sentito necessario che altre donne, come me e con me, ripercorressero la trama delle loro storie per districarne i nodi, per tessere un nuovo ordito alla loro esistenza, traendo forza dagli errori e dai dolori passati. Ho desiderato e sognato una nuova vita per tante donne: una vita consapevole, armoniosa, appagata e appagante, nella quale bruttezza, masochismo e rabbia, rinunce, sensi di colpa e infelicità non avessero più cittadinanza.
Ho immaginato che potessero fiorire nella mente e nel cuore di ognuna di esse fiducia, speranza, autostima, amore e progettualità, come promesse di frutti abbondati e rigogliosi. Ho immaginato che insieme potessimo finalmente tornare a casa: la casa della originalità dell'anima fPrrinúnile e della bellezza di una nuova identità da creare insieme.
"Progetto Penelope è nato da questo mio lungo travaglio.
Negli anni ho invitato tante donne alla tessitura di un "ritorno" ben diverso da quello dipinto dall'iconografia classica: il ritorno alla pienezza della vita di cui siamo state private, ma il cui ricordo e la cui ricerca, anche a costo di un'odissea interminabile, continuano ad esistere nei recessi remoti del nostro cuore come aspirazione profonda ed ineliminabile.
Con grande gioia ho visto crescere, svilupparsi e moltiplicarsi negli anni i Laboratori artistico creativi di "Progetto Penelope".
Avevo accolto con gioia la lettura che Antonio Mercurio fa del viaggio di Ulisse nel marMediterraneo, descritto dal poeta Omero nell'Odissea. E' un duplice viaggio: mentre Peroe greco esplora ed attraversa il mare dei mostri che egli porta nel suo mondo inconscio sin dai tempi arcaici della sua esistenza, compie anche un viaggio iniziatico verso la seconda nascita, quella esistenziale ed artistica per creare la bellezza immortale dell'incontro con una donna, Penelope.(5)
Mi sono domandata: e se anche Penelope facesse un viaggio iniziatico nel suo intimo, un viaggio parallelo sulla sua tela?
Ho invitato molte donne a tessere con me di nuovo la tela di Penelope con una duplice progettualità, come se essa fosse la trama della loro esistenza. Due le mete: imparare a fare e a disfare gli orditi dolorosi di eredità storiche e famigliari, intrecciati ad aspetti del fPrnnúnile che non sono facili da comprendere e da accogliere, intrecciati a persistenti modalità infantili quali il lamento e d il vittimismo, per poter mettersi in ascolto di sogni e di desideri coni quali progettare la loro nuova identità di donne del terzo millennio.
Oggi posso affermare con tutta tranquillità che, quando stanno meglio le donne, tutti stanno meglio: ad iniziare dai mariti, dai fratelli, dai figli per finire ai colleghi di lavoro!
Ho creato negli anni una metodologia originale di lavoro in gruppo per il quale mi sono avvalsa di diversi strumenti e di diversi apporti: i concetti ed i valori fondanti dell'Antropologia Personalistica Esistenziale quali l'esistenza dell'Io Persona e del SE' Personale e Cosmico, la funzione creativa e trasformativa del dolore, l'esistenza umana concepita come possibile materiale per creare da traumi e buchi neri opere d'arte esistenziali che durano e si arricchiscono nel tempo. Ho riletto e rielaborato alcuni miti significativi per il percorso fPnwninile alla luce di quattro valori quali l'amore, la libertà, la verità e la bellezza.
Nella mia esperienza utilizzo inoltre momenti di meditazione corale, altri di scrittura come spazio di riflessione e di meditazione personale attiva. Richiedo alle partecipanti ai Laboratori, a turno, la costante e continua stesura della memoria del cammino del gruppo, della sua progressiva "tessitura» perché, a mio parere, chi non è consapevole e rispettoso di un passato personale e corale non ha un futuro. Tali tessiture costituiscono anche materiale prezioso per la creazione di sceneggiature teatrali per le quali le donne re.,1;77.,no ogni cosa: costumi, scene, musiche, canti, poesie, recitazione di copioni condivisi.
Mi avvalgo anche del pensiero positivo di Louise Hay, con la quale ho da anni una lunga frequentazione di studio e di riflessione e sulla quale ho re.li,ato, insieme a mio marito, Bruno Bonvecchi, uno scritto ed un DVD dal titolo: "La Fusione del Pensiero di Antonio Mercurio con il Pensiero di Louise Hay aiuta a creare la Bellezza della Vita".(6)
Di recente ho sperimentato su di me ed ho appreso la metodologia dei Viaggi Emozionali di Brandon Bays. Sono viaggi davvero potenti per ripulire la memoria cellulare dai ricordi traumatici del passato ed acquisire l'energia per progettare e re.,1;77.,re un nuovo futuro di armonia e di luce.(7)
Le donne che partecipano ai Laboratori sono donne molto coraggiose; esse sanno custodire nel cuore un impegno: dare forma e sostanza al gruppo come telaio e come telo bianco coni quali disegnare e raccontare il dolore dei fili neri della loro esistenza: è dolore di un'assenza ma si rivela essere anche spazio vuoto di un'attesa, di una speranza di tornare a sorridere, a gioire, a sentirsi in armonia con la vita. Ne sono testimonianza le due brevi pubblicazioni che ho realizzato in occasione di alcuni lavori intensivi con loro. (8)
Con orgoglio esse affermano di essere Penelopi del terzo millennio, fedeli ad un sogno, al progetto di un'identità più matura ed evolutiva, non più tessitrici di compromessi e di rinunce, capaci di morire a vecchi schemi mentali, capaci di rinunciare e di trasformare il consueto agire con l'uomo, coni figli, con il lavoro domestico ed esterno, in famiglia e nella società.
Le donne di "Progetto Penelope" imparano ad utilizzare in modo sapiente e con arte fili neri, fili gialli, fili rossi e di tanti altri colori per disegnare l'arcobaleno di una nuova esistenza nella quale poter ogni giorno e poter dire:
"Oggi è un nuovo giorno ed io scelgo l'amore e la Bellezza"(9) Ombretta Ciapini
Note 1) L Benoist, Segni simboli e miti. Ed. Garzanti, Milano 1975 ; 2) Antonio Mercurio, Perchè non possiamo fare a meno della Bellezza in La Vita come dono e come opera d'arte spiegata in 41 film, Ed. S.U.R. Roma 1995; 3) Il Congresso della SUR , che si è svolto dal 4 all'ii luglio dell'anno 1998, aveva per titolo: La Crociera degli Ulissidi nel Mediterraneo alla ricerca della Bellezza Seconda per navigare da un universo all'altro; 4) I. P. A. E. di Cosenza e I. A. P. E. di Roma, Il Viaggio della Vita con Ulisse e con Penelope, Ed. S. U. R. Roma 1999; 5) A. Mercurio, Gli Ulissidi, E. S.U.R. Roma 1997 e Ipotesi su Ulisse, Ed.S.U.R. Roma 2007; 6) A.Mercurio, O.Ciapini, B.Bonvecchi, La Fusione del Pensiero diAntonio Mercurio con il Pensiero di Louise Hay aiuta a creare la Bellezza della Vita, Ed, IPAE-SUR Cosenza 2010; 7) Brandon Bays, The Journey....Guarisci la tua Vita, Ed. italiana Ocean Life, Pieve Santo Stefano 2009; 8) Ombretta Ciapini, Il Coraggio di Innamorarsi del Femminile, Ed. IPAE Cosenza 2009 e L'Arte di Ricamare il Trauma dando vita alla Bellezza della Madre Positiva, Ed. IPAE Cosenza 201o; 9)A. Mercurio, Proposta per un Patto Cosmoartistico per la Bellezza
Simposium FAIP — Roma 8 Dicembre 2009 — Il Counseling Antropologico Esistenziale a cura di runo Bonvecchi, referente per Parea antropologico esistenziale nella FAIP
1. Origini e sviluppo della Antropologia Esistenziale
Binswanger L: Il paziente si trasforma quando oltre alla consapevolezza si fa guidare dalla scintilla spirituale, ovvero dalla decisione. Antropoanalisi o Daseinsanalyse, analisi dell'esser-ci, della presenza. Le malattie mentali vengono considerate come delle emergenze propriamente umane, ognuna delle quali esprime un particolare mondo, un particolare modo di essere.
Viktor von Weizsacker: l'Antropologia relazionale e la patosofia. Attraverso studi di medicina, biologia, neurofisiologia, egli offre alla riflessione filosofica del suo tempo una nuova chiave di lettura per l'interpretazione del "fenomeno vivente». Un'antropologia in fieri che non consideri più il soggetto (persona) come un semplice oggetto dell'indagine medico-filosofico-scientifica, bensì riesca a comprendere il DIVENIRE e ne ricerchi l'origine prendendo le mosse dal patico: l'autoesperienza del dolore che rivela il senso ed apre alla intersoggettività (relazione). Il patico è l'elemento di auto percezione attraverso cui il diveniente scopra la sua apertura intersoggettiva che si dà con una "decisione data». L'eticità del comportamento si fonda nella struttura del vivente-uomo e che si esprime primariamente attraverso la struttura biologica. "Noi non siamo ENTI ma MOV-ENTI, FLU-ENTI, DIVENI-ENTI, e solo allora siamo VIVENTI» (1926).
Viktor Franld: psicoterapeuta spiritualista e analista esistenziale che fa appello alla inalienabile, anche . limitata, libertà del singolo ad attuarsi o realizzarsi, malgrado anche la malattia.
Mercurio Antonio: Ha sviluppato la METAPSICOLOGIA PERSONALISTICA che considera Plo nei suo tre aspetti costitutivi: IO FENOMENICO (Io corporeo, Io psichico, Io relazionale, Io sociale, Io artistico ecc.), IO TRASCENDENTALE o SE' (personale, corale e cosmico) che rappresenta la parte esistenziale ovvero la capacità dell'essere umano di essere libero e di trascendersi, PIO PERSONA (la dimensione spirituale che si esprime nella libertà decisionale). Sulla base di questa metapsicologia ha sviluppato prima la psicoterapia analitica esistenziale, poi la sophianalisi proponendo la possibilità di sanare il conflitto edipico e una via per conoscere il progetto esistenziale che viene dal SE', la sophia-art ovvero l'arte di unificare gli opposti ma soprattutto tutte le parti scisse dentro di noi, la cosmo-art (che ha scelto il mito di Ulisse come metafora dell'esistenza umana) per dare una risposta esaustiva all'esistenza del dolore e per cogliere i nesso che esiste tra Plo Persona e i SE' Cosmico, per comprendere che l'uno e l'altro formano un solo ed unico organismo vivente che proviene dalla Vita.
2. Le basi teoriche del Counseling antropologico esistenziale sono condensate nella Metapsicologia Personalistica di A. Mercurio da cui si può evincere la specificità del campo di intervento del Counseling: la dimensione esistenziale. L'essere umano esiste nella misura che è in continuo divenire Persona, cioè si evolve verso una identità sempre superiore. "Un essere umano che è ma non diviene, cioè che non cambia mai e non si trasforma mai perché resta fissato rigidamente nei suoi vecchi schemi mentali con cui è nato e nei suoi vecchi comportamenti coni quali si è sempre identificato, anche se crede di essere un vivente è un'ombra ma non è un vivente" (Dal sesto teorema di A. Mercurio: Teoremi e Assiomi della Cosmo-Art, 2004). Il Counselor Antropologico Esistenziale è una PERSONA che, avendone fatto esperienza nell'ambito del proprio percorso formativo e della propria crescita e avendone acquisito specifica competenza, disciplina l'agire artistico applicandolo al divenire della vita... per far emergere sempre più la bellezza della vita trasformando i disagio e le prove dell'esistenza in occasioni di crescita e di trasformazione. Il Counselor non opera nel disturbo o patologia psichica, nel cambiamento strutturale della personalità e in tutte quelle situazioni conflittuali o disturbate che sono di competenza specifica di altre professioni.
3. STRUMENTI e CAMPI di intervento del counseling antropologico: Counseling individuale, Group Counseling, School counseling, Counseling nella coppia, per la famiglia ecc. tenendo costantemente presente che le crisi, gli ostacoli, i conflitti, i malessere sono le spinte che la Vita ci manda per aiutarci a decidere di fare quelle trasformazioni che sono necessarie per il continuo divenire sempre più una Persona libera, creativa, che persegue costantemente il più essere. Vivere non per il piacere di vivere ma per sperimentare la gioia del vivere. Bruno Bonvecchi

La partecipazione ai Corsi di Formazione e Counseling è riservata, per Statuto, ai Socie quindi chi desidera frequentare i Corsi di Formazione come Counselor, come Antropologo Esistenziale e come Antropologo Cosmoartista deve prima diventare Socio dell'Associazione IP.A.E. Direttive Generali per il conseguimento del titolo di Counselor Sono previsti, alla fine del primo e del secondo anno, colloqui volti a focalizzare il potenziale utilizzo della preparazione raggiunta ed alla fine di ogni Anno Accademico ci sarà uno scrutinio sulla partecipazione dei candidati e alla fine del percorso il candidato dovrà presentare una lesina su un caso fatto oggetto di supervisione e sostenere un esame finale con la presenza di un Commissario d'esame della FAIP. In considerazione dell'esperienza pregressa si è ritenuto necessario modificare il Corso di Counseling della durata di anni tre più un anno di tirocinio, approfondimento e supervisione (3+1).
SOCI DIDATTI e FORMATORI
BONVECCH I BRUNO: Psicologo Psicoterapeuta, Antropologo Sophianalista e Counselor Trainer CIAPINI OMBRETTA: Psicologa Psicoterapeuta, Antropologa Cosmoartista, Counselor Trainer e Professionista Journey ALTOMARE LUISA: Psicologa Dirigente e Psicoterapeuta
RIZZO SALVATORE ANTONIO: Psicologo Psicoterapeuta, Antropologo Sophianalista e Counselor Trainer
PASQUALE MONTALTO: Psicologo Psicoterapeuta, Sociologo e Counselor Trainer CHIARADIA MARIA: Antropologa Esistenziale e Counselor FOGLIA TERESA: Antropologa Esistenziale e Counselor LANZAFAME UGO: Antropologo Esistenziale e Counselor TUCCI DOMENICO: Medico Psicoterapeuta e Counselor Trainer AMENDOLITO MARINA: Docente di Filosofia, Antropologa Esistenziale e Counselor LONGO ROSALBA: Laurea in giurisprudenza, Antropologa Esistenziale e Counselor
Pubblicazioni dei Soci IPAE
AA. W., Il viaggio della vita con Ulisse e Penelope. SUR, Ciampino 1999 Bonvecchi B. — Ciapini O. (a cura di), L'uomo e il suo futuro. Vendetta, indifferenza o perdono? Costellazioni di Arianna, Roma 1989. Bonvecchi B. — Ciapini O. (a cura di), L'Arte di Creare Bellezza — L'Art de Créer Beauté. Ed. SUR-IPAE, Cosenza 2007 Bonvecchi B. — Ciapini O. , Etica e spiritualità. La Persona nel terzo millennio. IPAE, Cosenza 2009 Bonvecchi B., Ciapini O. e Mercurio A., Dalla violenza della psiche al coraggio e alla libertà di amarsi. IPAE, Cosenza 2007 Bonvecchi B., Ciapini O. e Mercurio A., La fusione del pensiero di Antonio Mercurio con il pensiero di Louise Hay aiuta a creare la Bellezza della Vita. IPAE, Cosenza 2010 (con allegato DVD) Bonvecchi Bruno, Sogno...! Mia Sentinella. Onirodramma e Linguaggio dei Sogni. IPAE, Cosenza 2011 Bonvecchi Bruno, Psicoantropologia del Linguaggio corporeo. IPAE, Cosenza 2009 (II ed.) Ciapini Ombretta, Il Femminile violato ed il coraggio di affrontare la morte per creare una identità che ancora non c'è. IPAE, Cosenza 2011. Ciapini Ombretta, Il crogiolo di Penelope. Lavoro corale dei Laboratori Progetto Penelope (DVD). IPAE, Cosenza 2006 Ciapini Ombretta, Mercurio Antonio, Dal Mito di Edipo al Mito di Ulisse in La Sophianalisi e l'Edipo. Ed. SUR, Ciampino 2000 Mercurio Antonio, L'Antropologia Personalistica Esistenziale. IPAE, Cosenza 1999 Montalto Pasquale Angelo, Il tabù dell'incesto e la prospettiva interdisciplinare (Incesto: Biologia e Società,1994a; Incesto: Mito e Psicoanalisi, 1994b): Saggi pubblicati su riviste specializzate (Seas — Studi Etnoantropologici e Sociologici di Napoli).

 
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