Invito alla Antropologia CosmoArtistica - IPAE Cs





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Invito alla Antropologia CosmoArtistica

Invito all’Antropologia Cosmoartistica
di Antonio Mercurio

Così come l’albero è un trasformatore di energia (trasforma l’energia luminosa in energia chimica), è un sintetizzatore di energia (fa la sintesi fra l’energia che trae dalla terra con l’energia che capta dal cielo) ed è un creatore, un condensatore ed un trasmettitore di energia (produce fiori, frutti e semi e produce ossigeno per mantenere in vita l’ecosistema), così anche l’uomo, se vuole, può trasformare, sintetizzare, creare, condensare e trasmettere energia.
L’uomo, infatti, trasforma l’energia biochimica e l’energia meccanica in energia relazionale, individuale e culturale; opera la sintesi, in sé e fuori di sé, di tutte le energie esistenti sulla faccia della terra; e così produce ogni sorta di manufatti artigiani e crea ogni tipo di opere, familiari, sociali, culturali, e in particolare quelle opere che chiamiamo artistiche, che sono veri e propri centri di condensazione di energia, energia che poi si trasmette e si irradia senza fine nel tempo e nello spazio.
Ma, mentre l’albero deve soltanto seguire le leggi della natura e per creare non deve affrontare nessun dissidio interno e nessun travaglio interiore, non è così per l’uomo.

Alla nascita, l’uomo è un essere reattivo, sottoposto ferreamente alla legge dell’azione-reazione e dello stimolo-risposta e c’è chi resta così per tutta la vita, divorando energia e non creandone alcuna.
Ma c’è invece chi vuole diventare persona, e si individua e si differenzia dalla massa e riesce a rompere con la legge dell’azione-reazione, per elevarsi alla dimensione spirituale di chi trascende le reazioni per vivere secondo valori, secondo virtù e secondo ideali e progetti da perseguire. L’uomo reattivo si trasforma e diventa l’uomo che progetta e che crea.
Questo è l’uomo che è capace di trasformare e sintetizzare l’energia che esiste in natura ed è poi anche capace di creare un tipo di energia che in natura non esiste.
A questa energia particolarissima, vorremmo dare il nome di anima e vorremmo definirla così: “L’anima è un campo di energia, materiale e immateriale al tempo stesso, di libertà, di amore, di verità e di bellezza, che si crea giorno dopo giorno; che si condensa e si concentra, attorno a un nucleo centrale, che è l’Io del singolo o l’Io di un popolo, perché questo è stato il progetto che un singolo o un popolo si sono dati, e hanno dato anche la vita per la realizzazione del loro progetto”.
Le opere d’arte sono tali perché hanno un’anima; e hanno un’anima perché gli artisti che le hanno create, attraverso un doloroso e ingegnoso processo di materializzazione e smaterializzazione, sono stati capaci di infondere in esse un’energia che prima non avevano. Ogni opera d’arte è un campo di energia dove forze materiali e forze spirituali concorrono insieme per creare una vita che è superiore alla vita naturale-biologica, perché è una vita che non è più sottoposta alla legge della morte e dell’entropia.
Non tutti i popoli hanno un’anima o sono stati capaci di darsi un’anima. Quelli che riescono a darsela si sviluppano e prosperano e quelli che non ne sono capaci decadono o scompaiono per sempre. Un popolo si distingua da un altro popolo per la cultura che ha saputo creare e per l’anima che ha saputo infondere nella sua cultura.
Gli esperti dicono che l’umanità si sta avviando verso un terribile conflitto tra culture; culture che hanno un’anima e culture che non ne hanno nessuna, perché il loro unico valore è il denaro.
E’ fondato il timore che l’Europa oggi non abbia più un’animala che aveva si è rivelata incapace di resistere all’oscurità del tempo.
Noi stiamo lavorando da anni per creare centri di energia capaci di dare un’anima nuova all’Europa di domani; un’anima che sia capace di reggere di fronte all’invasione massiccia di culture che non sono le nostre o di fronte alla barbarie che avanza, non dai confini dell’impero, ma dal nostro interno.

Vi chiediamo di unire le vostre forze alle nostre forze.
Vi chiediamo di interrogarvi se il nostro progetto è anche il vostro progetto; se il disagio e il male di vivere che sentite dentro, piuttosto che una malattia da curare, non siano uno stimolo potente che vi spinga ad uscire dall’ignavia e della pigrizia o dalla depressione e dalla disperazione che vi assediano senza scampo, per diventare trasformatori, creatori e trasmettitori di quella energia che non teme la morte, né il tempo o lo spazio, perché può dare vita e rigenerarla in continuità.
Diventare PERSONE e diventare ARTISTI della propria vita e della vita dell’universo è il nostro progetto. Un progetto impossibile che può diventare possibile con l’aiuto corale di un gruppo. Un progetto di unificazione dell’uomo dentro di sé e dell’uomo con la vita del cosmo.
Diciamo Persona colui che è capace di amarsi, di amare e di essere amato, nella libertà.
Diciamo Artista della propria vita e della vita dell’universo colui che è capace di fare della sua vita un’opera d’arte e colui che, insieme con altri, lavora per trasformare un gruppo di persone estranee tra di loro in un unico organismo vivente capace di creare verità e bellezza, seguendo le leggi della vita.
Persone che sono artisti della loro vita e della vita dell’universo possono dare origine a un popolo nuovo: un popolo che ha un’anima, un’anima fatta di energia d’amore e di energia d’arte, che sa affrontare il dolore e la morte e trasformarli in fonte di vita perenne.
Il nostro sogno è che l’Europa diventi un unico organismo vivente composto di Persone capaci di mettere al primo posto la verità e la bellezza e non il denaro e il potere; capaci di scegliere la vita come dono e non come furto, la vita come opera d’arte e non come violenza. E che non solo l’Europa ma anche il pianeta terra si avvii verso questa nuova meta.
E poi abbiamo un sogno ancora più grande.

Tutti sappiamo che gli alberi e le foreste sono necessari per lo sviluppo della vita sulla terra, ma l’uomo perché esiste? Per distruggere la vita sulla terra? Ormai è certo che l’uomo non solo il potere di distruggere, ha anche quello di creare. E se l’uomo non è capace, come gli alberi, di creare “fiori che profumano”, è tuttavia capace di creare una bellezza immortale che non muore come quella dei fiori quando appassiscono: la bellezza della vita come opera d’arte che non appassisce mai.
Forse l’universo ha bisogno di questa bellezza per non morire e, forse, l’uomo è necessario all’universo per produrre questa bellezza, perché solo questa bellezza può dare all’universo un’anima che lo renda immortale.
Se c’è stata una vita e se ci sarà una morte; se c’è stato un Big Bang e se ci sarà un Big Crush, che importa? Una sola cosa è importante: che, prima che si compia il corso naturale dalla vita alla morte, l’universo abbia avuto il tempo di crearsi un’anima immortale che continui ad esistere, e con lui quelli che insieme a lui l’hanno creata, al di là degli spazi fisici di questo stesso universo.
Allora l’universo non sarà esistito invano e tutto il dolore, a cui è sottoposta la vita dell’uomo, nemmeno questo sarà stato invano. E tutta l’arte che è stata creata sin qui si rivela che aveva un senso ancora nascosto che ora può svelarsi: preparare il cammino perché l’uomo potesse diventare un giorno artista della sua vita e artista della vita dell’universo.

 
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