Progetto Ulisse - IPAE Cs





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Progetto Ulisse

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Laboratorio Corale Mensile
Ideato da Bruno Bonvecchi e avviato nel 2003

Invito al Laboratorio corale Progetto Ulisse
per Uomini aspiranti ULISSIDI del 3° Millennio

Carissimi Amici,
ecco perché vi propongo ULISSE invitandovi al Laboratorio “Progetto Ulisse” che io ho pensato e deciso di proporre ad altri uomini per rispondere ad un’istanza profonda di fronte alle grandi tragedie, anche familiari, che si trova ad affrontare l’uomo di oggi.
L’ispirazione iniziale mi è venuta da Ombretta Ciapini, mia moglie, che ha ideato per prima il Laboratorio corale artistico “Progetto Penelope”.
“ L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia; di molti uomini le città vide e conobbe la mente, molti dolori patì in cuore sul mare, lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi… Ma neppure così i compagni li salvò,sebbene lo desiderasse e lo volesse. Morirono per le loro colpe e follie, quegli insensati… Lui solo sospirava il ritorno e la sua donna…”
(Odissea, canto I, vv. 1-10)
Eroe e avventuriero, preda e predatore, naufrago di isola in isola, di inganno in inganno, di donna in donna, ULISSE è Nessuno, e tuttavia è Ognuno di noi. Nei lunghi anni in cui percorre la via del mare inseguendo sé stesso e la patria perduta, sfidando gli uomini e gli elementi, piangendo il passato senza rimpiangerlo ed affrontando l’incertezza e la paura del futuro, vivendo il presente sorretto da una insaziabile ansia di conoscenza e di vita, Ulisse consuma in sé ogni umana esperienza.
Ulisse è l’umanità, il sogno, l’avventura, la vita e la morte, la metamorfosi anzi la metanoia (termine greco che sta ad indicare la rinascita dell’uomo nuovo):
Ulisse è: il Narratore, il Viaggiatore, il Naufrago, l’Enigmatico, l’Eroe, il Pauroso, l’Ingenuo e l’Astuto, Ognuno e Nessuno.
Comunque in tutto il suo peregrinare Ulisse non è mai solo perché, oltre ad essere seguito da Atena (il SE’ Personale che lo guida), è accompagnato dal viaggio interiore che la sua Penelope fa nel tentativo di ritrovare se stessa senza diventare preda dei Proci, ovvero delle pretese che albergano in ogni essere umano.
Penelope è stata sempre considerata una donna ambigua, per il suo tessere e disfare la tela dell’inganno, in realtà era ambigua la situazione storica e antropologica che fa da sfondo all’Odissea. Siamo in un periodo in cui il mondo eroico è scomparso nel cataclisma che ha travolto la civiltà micenea, e dopo qualche secolo di grave regressione la Grecia gradualmente risorge, fondando un nuovo sistema di valori tra i residui del passato e la conquista di una nuova consapevolezza.
In questa fondamentale congiuntura della storia, i poemi omerici hanno una doppia funzione di memoria e di modello. Alla comunicazione poetica spetta il compito di proporre l’esempio di una donna che possieda tutte le virtù femminili; ma questo programma ha da fare i conti con l’ancestrale convinzione che la donna è il m le peggiore per gli uomini, secondo la tetra misoginia che marchiò a lungo i fulgori dell’Ellade.
L’Odissea è la testimonianza di un ciclo di scoperte faticose ed esaltanti: è l’aspirazione di ogni essere umano che decide di vivere la vita come il più grande dono da amministrare. E’ la metafora di ogni esistenza umana.
Il viaggio e il ritorno in patria di Ulisse innervano il più meraviglioso racconto di avventure che sia mai stato composto: ma in controluce a tanti pericoli, al lungo dolore ed ai fugaci sollievi, dietro la sua vendetta e l’abbraccio con la sposa ritrovata, si profila una trasformazione che proietta la Grecia, coinvolta in continue guerre, verso una nuova immagine dell’uomo, e verso una nuova struttura della società.
La guerra è ancora la principale attrattiva dell’uomo del tremila: possiamo trovare, come Ulisse, la via della trasformazione?
Ulisse è l’eroe prediletto del nostro tempo, sia che ciò avvenga per nostalgia di una autentica intelligenza o per l’umana aspirazione ad identificarsi con un archetipo, o per altre ragioni. L’Odissea è anche l’annuncio di una nuova civiltà. Ed un aspetto cruciale della critica omerica è la responsabilità dell’individuo: sono gli dei ad imporre ogni sua azione, oppure egli agisce con la consapevolezza di decidere secondo la propria volontà?
La capacità di autodeterminarsi era una rivelazione recente all’epoca della composizione dei poemi. Ulisse sa che il primo criterio delle sue decisioni deve essere la giustizia; e inoltre ha compreso che l’acre senso della competizione, di cui sono pervasi i suoi compagni d’armi nell’Iliade, non è una norma assoluta. La sua intelligenza tende invece alla collaborazione modificando il valore assoluto e spasmodico del sistema eroico.
Impavido nelle avversità e inflessibile con i nemici, Ulisse inventa un nuovo modello culturale, praticando nel proprio comportamento anche la dolcezza, il tratto che contrassegna la sua personalità in una complessa articolazione di gesti, pensieri e sentimenti.
Ulisse è l’uomo che possiede e pratica molti modi di vivere, e li adatta alle circostanze. E’ questa versatilità che gli permette di prevalere negli infiniti rischi del suo cammino e di integrare le proprie azioni in un ordine sociale che si configura in nuovi rapporti fra gli uomini. Al contrario molti uomini di oggi fuggono di fronte al rischio ed alla prova.
Egli prevede che dovrà guardarsi dai Ciclopi, poiché non hanno né città né leggi, e quindi non appartengono allo schema della civiltà (la sicurezza dell’uomo greco). Ulisse stermina i Proci che gravemente l’avevano offeso e danneggiato; e la vendetta assume i caratteri della giustizia. Ma egli ne salva due, l’araldo Medonte che nulla ha fatto di male e ha sempre protetto Telemaco, e l’aedo Femio che fu costretto con la forza ad allietare con il suo canto i pretendenti. Quando in un giudizio, di colpa o di pena, si considerano non l’evento in sé, ma l’intenzione e le attenuanti, la valutazione morale si traduce in principio giuridico; ed è questo il termine profondo e veritiero dell’avventura di Ulisse: la nascita del diritto.
ULISSE: il simbolo dell’arte di raccontare, del raccontarsi, per integrare il proprio passato nel presente e diventare artefici della Bellezza da creare, specialmente attraverso il rapporto di coppia. Alla corte dei Feaci nasce la narrazione autobiografica: non per alimentare il narcisismo ma per trarre la forza necessaria per trasformarsi e trasformare.
L’Odissea è un sogno di viaggi e avventure, ma anche un repertorio di come si raccontano questi viaggi e queste avventure. E’ una storia di storie e scenari urbani e marini, selvatici e civili, un universo colorato e variabile … dove ognuno trova una parte di sé.
Impariamo da Ulisse a guardare sempre avanti e a non voltarci mai indietro, senza cadere dal pianto al rimpianto.
Con fiducia.
………………..
Perché il Laboratorio PROGETTO ULISSE?
Per apprendere ad aprire il cuore e a dialogare con il SE’… Per imparare, in quanto uomini, a vincere la rabbia antica, a decidere se e con chi realizzare la coppia e ad apprendere come trovare gli accordi necessari per creare una coppia che aspiri a danzar la “concordia gloriosa” di maschile e femminile.

Ogni persona che io incontro riflette una parte di me.
Com’è il rapporto con me stesso? Mi sveglio felice di stare con me stesso?
Mi piace la mia compagnia? I miei pensieri?
Sto bene con la mia persona?
Amo il mio corpo? Sono contento di quello che sono?
Io sono l’unica persona che sarà sempre con me. Se non amo la mia persona avrò sempre bisogno di qualcuno che mi renda completo e felice, che soddisfi i miei desideri.

Quando due persone diventano una persona sola, il risultato è quello di avere due mezze persone. Io voglio perseguire l’Io Persona di coppia: due persone che si scelgono per il progetto di crescere e di creare insieme.
Se tu ritieni di avere qualcosa in comune con l’esistenza di Ulisse e se vuoi far parte degli uomini che sognano di diventare gli ULISSIDI del terzo millennio: questa è l’occasione che ti offre la vita:
 a te la libertà di rispondere SI’ !

Il Progetto Ulisse prevede un incontro mensile di almeno tre ore e comprende:
   momenti di riflessione, di ricerca e creatività corale, di esplorazione dei propri sogni e del linguaggio corporoe: impariamo da Ulisse a raccontare e a raccontarci le esperienze fin qui attraversate per trarne il miglior insegnamento su come affrontare il presente ed il futuro nella prospettiva del nostro progetto di contribuire a creare nuova bellezza nella nostra vita privata e nella relazione con gli altri e con l’ambiente.

Tracce di Percorso con ULISSE
1. ULISSE e ATENA: il dialogo con il SE’
2. ULISSE e il DOLORE
3. ULISSE e il RAPPORTO Padri – Figli
4. ULISSE e la TRASFORMAZIONE
5. ULISSE ARTISTA della VITAUlisse è un artista della sua vita attraverso l’arte di amarsi, l’arte di amare e l’arte di creare bellezza. Affronta e si confronta con la sua volontà omicida e con la volontà suicida e si trasforma, passando “dal viver come bruti al vivere secondo virtute e conoscenza”: nell’incontro con Polifemo, nell’incontro con la Maga Circe, nell’incontro con le Sirene, nell’incontro con Scilla e nell’incontro con i Proci.
6. ULISSE e la FUSIONE tra principio maschile e principio femminile: una fusione che è frutto di una lotta faticosa e di un grande travaglio.
7. ULISSE e la Progettualità esistenziale
8. ULISSE e il CORAGGIO La virtù come coraggio di osare l’impossibile
9. ULISSE e la CONOSCENZA. La conoscenza come esplorazione del noto e dell’ignoto, dentro di sé e fuori di sé, delle parti positive e delle parti negative.
10. ULISSE e ITACA. Torna a Itaca … ed arriva al suo approdo tanto a lungo perseguito, ma ormai è un “uomo rinato” è una Persona che si fa guidare dal progetto del suo SÉ.

Bruno Bonvecchi
Cosenza, settembre 2003
 
 
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